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Val di Rose

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Val di Rose

La Val di Rose è una delle aree più suggestive del Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise.

La località abruzzese, che prende il nome dai rigogliosi cespugli di rosa canina che crescono al suo interno, è localizzata geograficamente in provincia de L’Aquila ed è incastonata tra il comune di Civitella Alfedena e lo splendido lago di Villetta Barrea.

Al centro della vallata, ad un’altitudine di 1952 metri, si trova il rifugio Forca Resuni, che prende il nome dall’omonimo valico, e rappresenta una tappa obbligata per tutti gli escursionisti che esplorano la zona in cerca di un contatto ravvicinato e sempre stupefacente con la natura.

Camosci nella Val di Rose

Camosci nella Val di Rose

Gli animali della Val di Rose

Il vallone si trova nel cuore dell’area faunistica che ospita specie di rara bellezza (molte delle quali rischiano l’estinzione) come il Lupo dell’Appennino, il Camoscio d’Abruzzo, l’Orso Marsicano e l’Aquila Reale.
Una menzione speciale merita la Rupicapra Pyrenaica, comunemente chiamata Camoscio dei Pirenei, un’antilope caprina che in Italia è rintracciabile solo sugli appennini abruzzesi e in particolare nella Val di Rose.

Gli animali qui vivono in stato di semilibertà, in un’ampia superficie recintata, e vengono nutriti dall’uomo per l’impossibilità di reperire nella zona prede sufficienti per la loro sussistenza.
E’ consuetudine incontrarli lungo il cammino e, dato il contatto abituale con l’uomo, non ne risultano affatto spaventati.
Una delle maggiori attrattive della valle è quindi il contatto ravvicinato con gli straordinari esemplari che popolano l’area.

Da Civitella Alfedena al rifugio di Forca Resuni attraverso la Val di Rose

Lungo l’intero territorio si snoda un sentiero montano, facilmente percorribile anche da escursionisti inesperti. La camminata, della durata di circa 3 ore per la salita ed altrettante per la discesa, non presenta grandi difficoltà e consente di godere appieno della splendida natura del luogo, che si apre al visitatore in tutte le sue manifestazioni.

L’itinerario che da Civitella Alfedena arriva al Rifugio di Forca Resuni è uno dei più conosciuti e frequentati dell’intero Parco Nazionale, grazie alla bellezza dei paesaggi, alla possibilità frequente di imbattersi in splendidi animali (abituati tra l’altro alla presenza dell’essere umano e dunque per nulla spaventati) e alla piacevole scorrevolezza del sentiero, che presenta un solo tratto di salita vera e propria.

Da Civitella Alfedena è possibile valicare l’ingresso “J” del Parco Nazionale, imboccando il sentiero “l1” direttamente dal centro storico.
Qui si apre un’ampia mulattiera sassosa costeggiata da muretti a secco, che prosegue più avanti con il tratto più impegnativo del percorso, una salita che procede lungo il Mava e che si apre, sulla cima, in un ampio scorcio sul lago di Villetta Barrea.
A questo punto si consiglia di continuare attraverso le ampie radure che ospitano una vasta faggeta.
Dopo un’ora circa di camminata, si esce dal bosco per ritrovarsi davanti ad uno splendido anfiteatro di roccia naturale. Proprio qui, a ridosso della valle Monte Boccaneta e del Passo Cavuto, è probabile riuscire ad avvistare cervi e camosci, tra i ghiaioni e le pareti di roccia che delimitano l’area.

Il rifugio Forca Resuni

Il rifugio Forca Resuni

Seguendo il percorso del canalone si giunge alla cima di Passo Cavuto, a 1980 metri d’altezza. Il panorama in questo punto è straordinario, con vista sulla Camosciara, sulla valle Jannanghera e sul monte Petroso. Questa zona è anche il punto della valle preferito dai camosci, che quasi certamente faranno capolino lungo il percorso.

In pochi minuti dalla cima si giunge al valico di Forca Resuni e all’omonimo rifugio, che si trova a 1952 metri di altitudine. Qui è possibile sostare per rifocillarsi e godere del panorama naturale, ma non è possibile pernottarvi (ad eccezione di casi particolari), in quanto il rifugio è un’importante punto di appoggio per la Forestale e le guardie del Parco che per lavoro devono trattenersi in zona.

Il passo ospita in questo punto i rari Pini Mughi, reminiscenze delle antiche ere glaciali, che proprio qui toccano il punto più a sud in cui è possibile ammirarli in Europa.

Da questo punto inizia la discesa, attraverso il sentiero “K6”, molto bello ma anche abbastanza lungo. Attraversata un’altra faggeta, si prosegue sul fondovalle Jannanghera attraverso delle bellissime radure, fino a raggiungere l’omonima sorgente d’acqua. A questo punto, si consiglia di svoltare a sinistra e imboccare il sentiero “l4” che termina nuovamente a Civitella Alfedena.

Come arrivare in Val di Rose

Civitella Alfedena è comodamente raggiungibile con diversi mezzi di trasporto. L’aeroporto più vicino è quello di Pescara, che dista 122 chilometri dal comune aquilano. Da qui (come da diverse altre località) è possibile sia prendere il treno sino alla stazione Alfedena (linea Napoli – Castel di Sangro Pescara), oppure fino ad Avezzano (linea Roma – Avezzano – Pescara), da cui poi è necessario prendere un pullman per il paese.

Civitella Alfedena è inoltre raggiungibile in autobus con i mezzi della linea di trasporto regionale Arpa.

Il borgo di Civitella Alfedena

Il borgo di Civitella Alfedena

In automobile invece, se si viene da Nord bisogna percorrere l’autostrada A14 seguendo la direzione “Ancona”, proseguire in direzione Roma e continuare poi sull’autostrada A 25 Roma – Pescara. L’uscita da imboccare è quella “Bussi/Popoli”, per poi seguire la direzione L’Aquila sulla A 24.
A questo punto bisogna continuare sulla SS 17, attraversare il comune di Popoli, svoltare sulla SS 83 in direzione “Alfedena” e infine seguire le indicazioni per Civitella Alfedena.

Venendo da Sud invece bisogna seguire la direzione Pescara sull’autostrada A14 E, a Bari Nord, immettersi sull’autostrada A 16 andando in direzione di Benevento per poi proseguire per il raccordo RA 9. Giunti a Benevento, è necessario imboccare la SS 88, uscire in direzione Campobasso e continuare sulla SS 17 seguendo le indicazioni per di Alfedena.
Percorrendo la SS 83 si giunge infine a Civitella Alfedena seguendo le segnalazioni stradali.

Venendo da L’Aquila infine si consiglia di imboccare la SS 17 per poi procedere sulla SS 5BIS in direzione “Avezzano/Rocca di Mezzo”.

Curiosità, eventi e prodotti tipici

Un consiglio per i visitatori del Parco: se si desidera avvistare gli splendidi lupi che popolano l’area, si consiglia di recarsi nella Val di Rose di pomeriggio e godersi il tramonto sulla valle, in quanto questi animali sono soliti uscire in prossimità del buio.

Data l’importanza che la Val di Rose ricopre a livello territoriale, rappresentando una delle mete più ambite e frequentate per gli amanti del “turismo ecologico”, durante i mesi estivi l’accesso all’area è regolamentato in modo da non sovraffollare la valle. Pertanto, in questo periodo è possibile compiere la propria escursione su prenotazione e guidati da uno degli “Accompagnatori di media montagna – Guide del Parco” , il personale specializzato addetto a gestire le visite nel Parco.

I contatti di riferimento per le prenotazioni sono rintracciabili sul sito del comune di Civitella Alfedena e su quello ufficiale del Parco Nazionale d’Abruzzo.

Fiaccolata e fuochi di fine anno a Civitella Alfedena

Fiaccolata e fuochi di fine anno a Civitella Alfedena

 

Per una sosta ristoratrice si consiglia di provare le tipicità del luogo, come la zuppa di orapi (spinaci selvatici) e fagioli, accompagnati dai tipici gnocchetti fatti con acqua e farina.

Da provare inoltre sono gli insaccati, i formaggi di pecora e gli arrosticini, tipici dell’intera regione.

Per quanto riguarda invece l’intrattenimento sul territorio, va segnalato che durante tutto l’anno nella zona si susseguono diversi eventi, che vanno dalla tipica fiaccolata di fine anno, che si svolge il 30 dicembre nel centro storico di Civitella Alfedena e sulla mulattiera che porta alla Val di Rose, oppure l’ “Infiorata del Corpus Domini”, che si svolge a giugno.

In estate ci sono numerose sagre ed eventi culturali, tra cui spicca il “Civitella Folk Festival“, che si svolge ogni anno nel mese di agosto.

26 novembre 2012 |

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