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Valle delle cento cascate

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Valle delle cento cascate

A quota 2.500 metri d’altitudine il paesaggio del Parco Nazionale del Gran Sasso cambia, riservando una serie di suggestive sorprese.

Il susseguirsi delle vette dei Monti della Laga, nella porzione di riserva appartenete all’are provinciale di Teramo, è intervallata da profondi valloni che tagliano le vette creando canaloni, torrenti, cascate e piscine naturali.

Ai piedi del monte Gorzano (la vetta più alta e massiccia dei monti della Laga) e sopra il piccolo agglomerato urbano di Casacastina, frazione di Crognaleto, si trova infatti la “Valle delle Cento Cascate”, chiamata anche “Valle delle Cento Fonti”.

A ispirare questo toponimo è stato il torrente Fosso dell’Acero, che si snoda lungo la montagna in un percorso rocambolesco che, soprattutto durante la stagione primaverile, complice la maggior abbondanza d’acqua, esplode in cascate e forma piccoli laghi anche ravvicinati tra loro, modellando a proprio piacimento i grandi costoni d’arenaria che riempiono la zona.

Il torrente è circondato da rigogliosi boschi di faggi secolari e pascoli lussureggianti.

La località delle Cento Fonti forma un vero e proprio “anfiteatro”, di cui fanno anche “Pretaro” e “Le Iaccere”, e che scende fino a Cesacastina.

Un'orchidea selvatica

Un’orchidea selvatica

Flora e fauna della valle

La flora e la fauna di questa valle sono caratterizzate dalla presenza di specie rare, su cui spiccano numerose varietà di Orchidea selvatica.

Tra gli animali invece spicca la presenza della Salamandra appeninica, della Salamandra dagli occhiali ma soprattutto del Camoscio d’Abruzzo, che corre libero sulle radure d’alta quota ed è solito abbeverarsi lungo le sponde dei ruscelli della zona.

Sulle cime più alte, al di sopra dei duemila metri, proprio dove sembra esserci un numero sempre minore di forme di vita autoctone, vi sono invece particolari specie animali di origine alpina, che sulle vette del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga hanno trovato un habitat congeniale alla loro sopravvivenza, proprio grazie alle svariate similitudini tra quest’area appenninica e le più settentrionali Alpi italiane.

Arvicola delle nevi, Fringuello alpino e Sordone sono alcune delle razze animali che caratterizzano quest’area. La flora invece è impreziosita da Stelle alpine appenniniche,

Itinerario nella valle delle Cento Cascate

Questa suggestiva vallata è una delle mete predilette dagli escursionisti ed è possibile seguire percorsi di difficoltà variabile.

I visitatori più esperti potranno inerpicarsi sino a un’altitudine di 2.450 metri circa per ammirare dall’alto le vette vicine e la splendida natura sottostante, seguendo un percorso della durata di sei ore.

Il campanile della chiesa di Cesacastina

Il campanile della chiesa di Cesacastina

E’ possibile compiere anche percorsi decisamente più brevi che, seppur non facilissimi, possono essere adatti anche ai meno esperti. Qualsiasi sentiero si decida di utilizzare, è importante in ogni caso fare attenzione alle rocce bagnate lungo il corso del torrente, che possono risultare scivolose.

Un itinerario di livello medio è quello che parte dalla frazione di Cesacastina, che a sua volta offre scorci di grande impatto e luoghi d’interesse come l’antica chiesa di San Pietro e Paolo.

Proprio da questo punto inizia il percorso a piedi, la cui primissima parte si svolge lungo il sentiero che attraversa il paese. Dopo circa un quarto d’ora si giunge a un bivio, in cui bisognerà voltare a destra, seguendo la “segnavia 300 Sentiero Italia”, che inizia a salire.

Dopo aver percorso a piedi vari tornanti si giunge alla sorgente Perdiero, per poi entrare in una grande faggeta, da percorrere sino a raggiungere la strada sterrata che proviene dall’altopiano delle Piane.

Imboccato questo cammino, si prosegue sino a una stazione di pompaggio dell’ENEL, nei pressi del quale si trova anche un piccolo rifugio chiuso a chiave. A questo punto saranno trascorsi circa 45 minuti dall’inizio dell’escursione e ci si troverà a un’altitudine di 1365 metri.

Alle spalle di questa casa si trova un sentiero pianeggiante che conduce direttamente ai primi rimbalzi del torrente, che in questo punto compie alcune evoluzioni interessanti.

Dopo aver assaporato il primo contatto con le “Cento cascate” si consiglia di tornare indietro e riposizionarsi davanti alla costruzione, per poi proseguire sul sentiero che si erge lungo la destra orografica, puntellato di numerosi scorci sul torrente.

Una delle cascate della valle

Una delle cascate della valle

Continuando a camminare sulla destra si giunge finalmente al Fosso d’Acero. A questo punto si incrocerà un’ampia mulattiera e, una volta attraversata, bisognerà proseguire verso destra sino a raggiungere un guado.

A causa dell’intensità e della forza delle acque si consiglia vivamente di non attraversare il fiume in questo punto ma di costeggiarlo per alcuni minuti sulla sinistra, ammirandone la dinamicità, sino a giungere alla base del vallone più spettacolare dell’intera area.

Rientrati sul sentiero segnalato prosegue il percorso, che a tratti si allontana dall’acqua per poi riavvicinarsi, sino ad uscire dalla faggeta, per poi attraversare un vallone verdeggiante.

Più in alto si incontrerà una strada sterrata che proviene da destra, la quale conduce a un ponte che attraversa il corso d’acqua.

Lì vicino si staglia la grande Sorgente Mercurio, a un’altitudine di 1759 metri, circondata da un anfiteatro naturale di pascoli verdi e sormontata dalla sommità del monte Gorzano e dalle Cime della Laghetta.

Da qui inizia la discesa, che in 90 minuti circa ricondurrà gli escursionisti al punto di partenza.

Come arrivare

Per raggiungere la località di Cesacastina si consiglia di viaggiare in automobile, prendendo come riferimento il tratto autostradale A24 Roma – L’Aquila – Teramo.

Giunti al casello di San Gabriele – Colledara, bisogna uscire e immettersi sulla SP 491 sino a Montorio al Vomano. Qui si dovrà imboccare la SS 80 sino a raggiungere Aprati, per poi svoltare verso Cervaro. Da qui in pochi minuti si raggiungerà la frazione di Cesacastina, dove si potrà parcheggiare l’auto e iniziare l’escursione a piedi.

26 novembre 2012 |

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